Curriculum Vitae

Studi

1981 diploma di perito industrale capotecnico Cominciamo dagli studi nella scuola elementare statale. Ho frequentato la scuola elementare a Chivasso, prima e seconda in via Guglielmo Marconi e poi, terza quarta e quinta, in via Paleologi, nei locali della ex conceria Bonaudo, ristrutturata per l'occasione, proprio alla fine del 1969, nel versante dell'ala nord. (Anni dopo è stato ristrutturato l'intero edificio ed è stato arricchito con alcune nuove costruzioni complementari, come per es. la palestra, e lì vi si è insediato il liceo statale classico e scientifico "Isaac Newton " ed anche l'istituto magistrale statale plurisperimentale "Europa Unita"). Di quegli anni ricordo, tra le tante cose, le gite, ed in special modo, la gita che in quinta elementare ci portò, insieme alla maestra Santa Matilde Anifucci, a visitare il Santuario di Crea. In particolare ricordo il viaggio in pullman dalla scuola, in via Paleologi, verso il Santuario. Canti, schiamazzi, risa, ma sopratutto una bambina, anche lei di quinta, molto carina, che dimostrava più della sua età, seduta in fondo (calzoncini corti, scarponcini e calzette a quadrettoni rossi a mo' di Pippi Calzelunghe), due orripilanti mosconi da spiaggia ai lati, uno dei quali con la chitarra, che le cantavano "L'uselin de la comare", una ballata tradizionale (un pochino sconcetta) che in quel periodo Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, con la "complicità" di Enzo Jannacci, portavano alla ribalta su uno dei due canali RAI TV (in bianco e nero) dei primi anni settanta... almeno credo... sono trascorsi lustri su lustri, chissà, forse i ricordi si sono un po' accavallati, mescolati, macedonizzati...

Comunque sia, il succo rimane questo: gite scolastiche, raccolta di figurine, partite a pallone, scrima di lato e ciuffetto alla Gianni Rivera, corse in biciletta e sui pattini a rotelle, ed ecco che l'avventura da studente alla scuola elementare può ritenersi conclusa (felicemente).

milan 1972 1973 La scuola media statale l'ho frequentata, di nuovo, in via Guglielmo Marconi, nell'edificio intitolato a Demetrio Cosola, nel cui cortile troneggiava un imponente albero di cachi (sarà per ciò che non ho mai amato i cachi?). Ricordo uno dei collaboratori scolastici (i bidelli di allora) che, con il suo portamento solenne, entrava tutti i giorni in aula (pochi minuti prima del suono dell'ultima campanella, la più desiderata da tutti noi) e, senza lasciar trasparire alcuna ombra di emozione umana dall'espressione del suo viso e dei suoi gesti, tirava giù tutte le tapparelle dei grandi finestroni della stanza... dopodiché, come era entrato, così si dileguava, lasciando dietro sè solo un nebuloso alone di mistero.

Anche l'avventura da studente nella scuola media fu ricca di emozioni...: per esempio la mia prima "tagliata", con tanto di giustificazione falsa, e falsissima firma di mio papà (che firmava in modo impietosamente non riproducibile)... sono sempre stato convinto che, il giorno dopo la malefatta, il prof. Ferrero (docente di italiano, storia e latino) si accorse immediatamente del gorssolano tentativo di inganno (pensare, che la firma di mio papà, fu da me persino cancellata con la lametta da barba e rifatta un paio di volte, fino ad assumere le sembianze di un obbrobrioso macchione informe), ma, dato che quando fui al suo cospetto per la consegna del documento giustificativo, divenni paonazzo e prossimo alla catalessi (per la paura di essere scoperto e messo in paizza, con la vergogna del mio crimine, davanti a tutti i miei piccoli compagni), il buon prof. fece finta di niente, accettò il foglietto con la pasticciattissima firma, e mi mandò a posto. Mio caro e buonissimo prof. Ferrero, se un giorno leggerai queste parole, sappi che ci sarà sempre un posticino nei miei pensieri per te.

Comunque sia, a parte l'aritmetica, la geometria, la grammatica, la storia, le scenze, il latino... ecc. ecc., la scuola media mi ha regalatato l'associazione, ad essa ed a quel spensierato (con l'occhio del poi) periodo, con le mie prime forti relazioni sociali dentro e fuori l'edificio scolastico; grazie anche al torneo di pallavolo che, a onor del vero, non ricordo davvero da chi fu vinto in quegli anni...

Anche i primi due anni di scuola superiore, li ho frequentati a Chivasso, in via Guglielmo Marconi, all'istituto tecnico industriale statale per periti meccanici che prese in prestito il nome da Leonardo Da Vinci. Quei due anni li ho completamente cancellati, gli unici ricordi che ho sono legati agli scioperi, alle autogestioni, ai cortei, alle assemblee in aula magna (con annessa strimpellata della allora famosissima "In fila per tre" di Edoardo Bennato)... in un certo senso quello era il tempo in cui friggeva il movimento operaio quasi estremo e noi primini e secondini facevamo le veci del sedano e della cipolla, ma non sapevamo certo che cavolo facevamo. Insomma, un biennio di marce, canti e slogan, il più allegro dei quali (almeno per ciò che ricordo) era: "Scopare una compagna non è reato, è un'esigenza del proletariato...!"

Gli ultimi tre anni di scuola superiore (meglio dire quattro anni... causa "bollatura" in terza) mi hanno portato a Torino, all'istituto tecnico industriale statale dedicato ad Amedeo Avogadro e lì ho meritatamente conquistato il titolo di "Perito industriale capotecnico spec. elettrotecnica ". Wow...!!!

Correva l'anno, senza affanno, era il 1981.

Naturalmente, l'ultimo anno è stato quello in cui l'aggregazione sociale tra i compagni di classe è stata massima, già, c'era la "matura" da sconfiggere, nostro comune subdolo nemico e così si fece coalizione. Alcuni di quei compagni di scuola li vedo ancora oggi, come per esempio Mario, Michele, Pietro, Tonino, Emanuele. Con gli altri, o perlomeno molti altri, ci si vede a cadenza decennale in una cena appositamente organizzata per celebrare il mitico anniversario.

pagella prima elementare - tutti 10 Ma passiamo ai profitti...

In prima elementare avevo tutti dieci, ero bravissimo... poi, negli anni successivi, la media è un po' scesa. Alle medie non sopportavo alcune materie come storia e geografia, infatti i voti erano sempre sotto la sufficienza, l'italiano funzionava un po' meglio ma solo per lo scritto, ovvero per i temi, e solo quando non trattavano argomenti storici o di letteratura... insomma, una tragedia. Andavo bene in latino con le traduzioni da / al... e poi in ginnastica, in applicazioni tecniche...

Con la media al limite della sufficienza arraffai la licenza (media) ed anche abbondanti consigli sulla scuola che avrei dovuto frequentare se avessi voluto avere qualche possibilità per il conseguimento di un eventuale diploma di scuola superiore... eh, sì, il ragazzo si isola e si disinteressa spesso degli argomenti trattati... si consiglia una bella scuola ad indirizzo tecnico!

Iniziai così le scuole superiori ove facevo a botte non solo con storia e geografia, ma pure con la chimica... H2O e altre cose del genere... Che anni di sofferenza pazzesca...! La notte non dormivo perché il solo pensiero che all'alba del domani avrei potuto essere estratto a sorte per l'interrogazione di non so quale materia... mi opprimeva come oggi solo taluni tributi fiscali sanno fare... che brutti tempi... poi la svolta, la saetta (forse sarebbe meglio dire la scintilla), insomma, iniziai a studiare la matematica ed in particolare la trigonometria e un bel giorno riuscii a capirne l'essenza. Da allora cominciarono a fioccare gli otto, sia in matematica che in fisica, in meccanica, in elettrotecnica, in costruzioni... Morale della favola, almeno nelle materie tecniche, riuscii a riscattarmi alla grande. Chi si dimentica l'espressione afona tatuata in volto al prof. Gioco quando, al termine di una interrogazione senza esclusione di colpi sentenziò: "Dovrei darti otto, forse otto e mezzo, ma ti do sette perché sei capellone...", ah, che soddisfazione!

Esperienze professionali

censimento della popolazione 1981Fresco di diploma, ancora giulivo per la recente incoronazione a perito capotecnico, feci rispettosa domanda al comune di Chivasso per partecipare al dodicesimo censimento della popolazione, nonché quinto censimento dell'industria, del commercio, dei servizi e dell'artigianato, svoltosi il 25 e 26 ottobre 1981, in qualità di portantino col motorino. Che sia stato merito mio o demerito altrui, fatto sta che passai l'esame (test psicoattitudinali compresi) e fui preso a bordo. Abile e arruolato. L'avventura ebbe inizio. Un mesetto portando i foglietti da compilare alle famiglie e alle aziende e, sopratutto, qualche giorno per ritirarli...!!!

Come potrei dimenticare il mio primo lavoro ufficiale? Certo, a denominarlo oggi, si tratterebbe di un lavoro CO.CO.PRO... ma ora che è passato un quarto di secolo e più, posso dire che avrei assolto ai miei doveri di pubblico ufficiale anche se fosse stato un lavoro ancora più precario. Lo avrei fatto anche gratis... In effetti fu un periodo ricco di emozioni: chi mi faceva accomodare nel proprio alloggio privo di mobilia, dai muri con decorazioni tribali, e, come se niente fosse, mi faceva strada tra quelle nude stanze, vestito solamente del suo cappellino da acchiappamosche... Chi mi faceva entrare nel pieno di una lite coniugale: lei in sottoveste a brandelli, rimmel a righe sulle guanciotte arrossate, un oggetto non meglio identificato brandito nella mano sinistra, lui in mutandoni modello 1901, canotta con annesse "medaglie al valore" multicolore, barba incolta, mozzicone millesimale tra le labbra, e pancione... Tutto intorno, il caos... cocci di piatti ed altri oggetti stazionavano ebeti sul pavimento, tutti gli sportelli di armadi e stipetti erano aperti, quasi a voler testimoniare la loro attiva partecipazione alla accesissima discussione familiare. Una radio libera, modestamente sintonizzata, non riusciva ad esprimere il massimo della fedeltà nel riprodurre una canzone di Riccardo Cocciante, anche a causa delle casse "entry level" che agevolavano la distrosione, specie a quel volume, volutamente esagerato, per coprire i rumori dei bisticci... Chi mi faceva accomodare e, dato che proprio quel giorno cadeva il suo ventinovesimo compleanno, mi offriva il the, la torta, i propri intimi segreti, ed infine i propri seni, fieri e solenni, emblema di una femminilità non poco trascurata da chissà chi, ma che, proprio quel giorno, grazie a quella inaspettata visita, poteva finalmente rifiorire e manifestare ufficialmente il proprio diritto ad esistere... E poi, e poi: chi mi faceva entrare e non si fidava, chi mi faceva entrare e si fidava ciecamente, chi mi offriva da mangiare, chi da bere, chi regalava qualche lira di mancia... insomma: una avventura fantastica. Io e il "mio" motorino (il "Ciao" di Marta che mi aveva "noleggiato" (in verità "donato" in prestito d'uso) nel 1979... grazie Marta! Ti voglio bene! ).

prima busta paga audoli spa giugno 1982Pochi mesi dopo la splendida esperienza appena descritta, e dopo alcuni approcci, senza lieto fine, presso altrettante aziende del torinese che si occupavano di "cose" elettrotecniche, riuscii a farmi assumere da una società per azioni: la premiata società "Ing. L. Audoli s.p.a." costruzioni elettriche Torino.

Era il 21 giugno 1982 e qui a lato è ritratta la mia prima busta paga. Nonostante il mio diploma di perito industriale capotecnico elettrotecnico, il caro dirigente Abbio mi disse, senza eccedere in delicatezza, quale fosse il luogo esatto dove avrei dovuto stipare lo stesso... e mi assunse in qualità di operaio metalmeccanico secondo livello. Dopo la prima settimana passata a montare delle piccole molle in altrettante piccole scatolette di plastica, durante la quale, tolsi, per non soccombere, la corrente al cervello, iniziai pian piano a raccogliere i cocci della mia decapitata autostima e decisi di reagire.

Iniziai così a studiare la scienza della informazione automatica e mi trovai pochi mesi dopo a frequentare il mio primo corso di programmazione di computer. Iniziò così la mia carriera che, scatto dopo scatto, livello dopo livello, mi portò a dismettere, finalmente, l'odioso camice blu.

Sei anni dopo indossavo il camice rosso amaranto (colore non casuale, dato che il "padrone" tifava Toro), ero stato promosso quale impiegato quinto livello con mansioni di disegnatore CAD elettrico, programmatore DBMS, istruttore tecnico e manutentore dei computers aziendali, tecnico progettista apparecchiature elettromeccaniche e PLC. Inoltre collaboravo part time con il reparto magazzino e il reparto amministrazione. Mia era la responsabilità del CED, provvedevo ai backups giornalieri e a scrivere le query in SQL, su richiesta di chi voleva interrogare la base dati in misura personalizzata non standard.

Ma, ahimè, non erano tutte rose e fiori e, le poche rose, avevano spine decisamente sproporzionate, tanto che, negli ultimi anni (dal 1990 in poi), il malcontento cresceva. Cresceva specialmente la delusione per la parte economica (ma non solo). Una voce urlava: "giustizia!". Era evidente agli occhi di tutti: talune scelte ai vertici non erano compatibili con una normale politica aziendale orientata allo sviluppo produttivo e alla crescita professionale. Lo sviluppo aziendale deve essere basato su investimenti in tecnologie e in formazione... invece, sebrava che il capitano avesse tolto il tappo dal fondo dello scafo...

Chiesi un colloquio con il "padrone" Giovanni Audoli ma, purtroppo, mi rispose picche... egli non sapeva che io sapevo (non posso qui essere troppo preciso e dovizioso in particolari)... espressi il mio ultimatum e fui messo in cassa integrazione guadagni per punizione. Dopo un mese rientrai, ma le mie origini siciliane (che governano la parte orientata all'orgoglio personale e alla permalosità caratteriale) mi impedirono di capitolare e così decisi di licenziarmi, approfittando di una finestra di mobilità incentivata. Tempo un mese e l'azienda chiuse i battenti, cessò di pagare fornitori e dipendenti e pure io rimasi senza i danari della liquidazione che mi spettavano. Era il 1994. Dodici anni di lavoro alla Audoli costruzioni elettriche. La cosa "buffa" fu che nemmeno lo stesso Giovanni Audoli si rese conto del gran casino... e si ritrovò pure lui appiedato e... disoccupato...

 

 

 

 

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